...Si Può Fare...n° 50

27.01.2013 18:44

 

……….Si può fare……..

Organo Informativo del Partito Democratico

Circolo Edoardo Pettinari di Turano Lodigiano

Anno 6 n° 50 Gennaio 2013 ciclostilato in proprio

Il girone della campagna elettorale si sta avviando verso una fase sempre più negativa, in quanto invece di fare chiarezza sui programmi e sui candidati, si continua ad assistere ad un rimpallo di responsabilità, che ha il suo fondamento nella scarsa memoria politica degli italiani. Il Partito Democratico ha fatto bene a non cascare in questa sorta di frullatore, ha lasciato agli altri il “piacere” di cimentarsi nella denigrazione degli avversari politici e si è dedicato alla illustrazione del suo programma. Pierluigi Bersani, Il Candidato alla Presidenza del Consiglio per il Centrosinistra, ha percorso e continuerà a farlo tutto il Paese per cogliere le opinioni della gente comune, così come hanno fatto e stanno facendo ancora oggi tutti i candidati scelti con le Primarie del Centrosinistra. Così la settimana scorsa ha aperto la campagna coi ragazzi che voteranno per la prima volta. E ha rilasciato questa dichiarazione ”Guardandoli sono ancora più convinto che vinceremo perché susciteremo le nostre forze nel Paese, perché faremo ricorso alla nostra gente, ai nostri giovani, la vera arma atomica in questa campagna elettorale. Noi parleremo testardamente dell'Italia e dei problemi degli italiani, stando non solo in televisione, ma in mezzo ai cittadini, guardandoli all'altezza degli occhi. L'alternativa alla destra, l'unica alternativa, è il Partito Democratico, nato e cresciuto in antitesi al sistema politico degli ultimi venti anni. La battaglia che si gioca è su questo: chiudere con la destra. Non ci sono altri interlocutori in grado di reggere questa sfida.” Poi ha spiegato il significato della canzone INNO, che abbiamo scelto per la campagna elettorale, "Mi ricordo di te" “vuol dire che mentre facciamo politica abbiamo in mente tutti i cittadini, dal primo all'ultimo. Siamo davanti alla possibilità di dare una mano all'Italia. Per farlo abbiamo bisogno di avanguardie delle tante energie presenti nel Paese. I giovani devono riconciliarsi con la politica, perché una buona politica è possibile. La nostra politica deve avere il loro volto”.

In questi ultimi giorni si sta battendo la grancassa su un problema riguardante il Monte dei Paschi di Siena, la terza banca a livello nazionale. L'obbiettivo è talmente chiaro che è quello di “Screditare il Partito Democratico” che solo chi non legge i giornali o non segue i telegiornali o gli altri programmi d'informazione, che non siano di parte, può accettare questa visione. La realtà ha tutt'altro aspetto tanto da far dire al giornalista Giovanni De Mizio su Italia Oggi “in un Paese afflitto da memoria corta, ignoranza endemica e populismo permanente è inevitabile che girino più di una sciocchezza di facile appeal in campagna elettorale. In questo caso bisogna fare alcune precisazioni sulla questione della Banca Monte Paschi di Siena. Bisogna rassicurare i correntisti di Mps. È inutile correre agli sportelli per ritirare i propri soldi: fino a 100mila euro a persona il denaro è garantito dal Fondo Interbancario a Tutela dei Depositi, come pure sono al sicuro i titoli depositati presso la banca. Il peggio che può capitare è un congelamento dei fondi per venti-trenta giorni nel caso in cui la Banca d'Italia, nel corso delle sue (tardive) indagini sul dissesto della banca senese, decida che nulla entra e nulla esce fin quando non è stata fatta chiarezza. Correre agli sportelli rischia di aggravare il dissesto della banca e minare la già scarsa fiducia nella tenuta del sistema finanziario”. Quindi ancora una volta si tenta di gettare il panico tra i risparmiatori, cercando di creare il caos, cercando di far apparire loschi figuri come salvatori della Patria e distogliendo l'attenzione dai programmi e dai candidati in modo che i cittadini vadano a votare senza aver chiaro chi è impegnato veramente per il rilancio del Paese e chi invece è impegnato solo per il rilancio dei propri interessi personali.

Il 24 e 25 febbraio

contro questi tentativi

alle Elezioni Politiche vota PD

 

 

Alla Regione Lombardia si assiste ormai al tramonto di una gestione, a dir poco, allegra da parte della Lega e del PdL, quindi diventa sempre più pressante la necessità di vincere anche in Lombardia: l'occasione è "storica". È necessario quindi assumersi le proprie responsabilità perché, se tutti i voti sono utili, ci sono quelli che sono più utili degli altri, ovvero quelli "per batter la destra". E' il messaggio lanciato insieme a Umberto Ambrosoli dal segretario del Pd Pierluigi Bersani. Il messaggio è diretto soprattutto al Movimento 5 Stelle e a Rivoluzione Civile di Ingroia. «Siamo pronti per vincere in Italia e in Lombardia, ma per raggiungere l'obiettivo - ha spiegato Bersani - non servono radicalizzazioni, testimonianze o riduzione del tema della legalità a una dimensione settaria». L'obiettivo deve invece essere uno: battere la vecchia alleanza PDL e Lega Nord. «Dopo aver governato per 20 anni la Lombardia si permettono di fare promesse come quella di trattenere il 75% delle tasse in Regione. Tutta propaganda». C’è un numero che smonta la propaganda leghista: è il 78. “I soldi dei lombardi in Lombardia”. Uno slogan efficace quello della Lega Nord. Ma è solo propaganda. Non è un mistero per nessuno di noi: tutti i soldi dei lombardi non si possono trattenere qui perché verrebbero meno le risorse per le pensioni, per la scuola, per le forze dell’ordine e non solo. C’è un numero che da solo smonta tutta la propaganda di Maroni rispetto alla sua proposta di trattenere il 75% delle tasse in Lombardia. È il numero è 78. Già oggi infatti i dati certificati dalla Banca d’Italia dimostrano che in Lombardia torna il 78% delle tasse che i cittadini versano. Nello specifico i dati dicono che: la cifra pro-capite pagata dai lombardi con le imposte (da persone e imprese) è pari a 14.579 euro - lo Stato restituisce ai cittadini lombardi (sommando prestazioni sociali e spesa corrente primaria per ogni prestazione prevista dalle leggi) 9.977 euro, pari al 68% di quanto corrisposto per imposte; - il debito pubblico (i cui interessi ricadono su tutti) riguarda i cittadini lombardi per la cifra pro-capite di 1.500 euro, pari a poco più del 10% di quanto corrisposto per imposte. Così da rendere chiaro che già ora il 78% delle imposte pagate torna in Lombardia. Sarebbe meglio che il candidato di Lega e Pdl evitasse di suonare il flauto della propaganda soprattutto quando le sue proposte si rivelano un boomerang per i cittadini e la regione tutta. La Lombardia, tra le regioni con i conti in ordine, è quella che fa pagare di più i ticket sanitari ai suoi cittadini. Infatti più complesso è l’esame da svolgere, più alto è il costo per il cittadino a differenza delle altre regioni dove si è deciso di rimodulare il ticket più equamente in base al reddito e non al valore delle prestazioni. È necessario invece alleggerire le famiglie che non hanno redditi alti da questa spesa perché le cure devono essere garantite alla stessa maniera anche alle fasce più deboli. Il Pd propone quindi di togliere i ticket sui farmaci e il superticket sulle prestazioni ambulatoriali alle famiglie con redditi al di sotto dei 30mila euro. A partire da quella soglia la compartecipazione alla spesa sanitaria deve diventare progressiva. “Chi ha di più paga di più, chi ha di meno paga di meno”.

Il 24 e 25 febbraio

alle elezioni regionali

vota Umberto Ambrosoli

 

 

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...Ma a Turano...domenica scorsa si è tenuto nei locali della scuola materna di via Pecchi l'incontro con gli autori Angelo Stroppa e Ferruccio Pallavera del libro “Eia Eia Alalà il lodigiano in camicia nera” una analisi storica dei fatti di 90 anni fa e delle figure del lodigiano che ne presero parte. L'iniziativa ha visto una buona partecipazione di pubblico che ha seguito con attenzione l'illustrazione dei punti salienti del racconto. Questo momento di apertura alla conoscenza delle fasi tra le più drammatiche del nostro Paese dovrebbe avere ulteriori sviluppi perchè nelle scuole si tratta solo superficialmente questo periodo storico mentre come dimostra il libro; anche da notizie minori si può trarre lo spunto per una analisi più profonda delle origini di fenomeni che hanno portato alla perdita della democrazia e alla entrata in guerra, con tutte le conseguenze di cui ancora oggi molti ne portano le tracce sul proprio corpo.