...Si Può Fare...n°61
……….Si può fare……..
Organo Informativo del Partito Democratico
Circolo Edoardo Pettinari di Turano Lodigiano
Anno 7 n° 61 gennaio 2014 ciclostilato in proprio
www.pdturanolodigiano.it
Non può essere una Guerra dei poveri ma occorre capire bene cosa è, oggi, la disoccupazione over 50 e quella giovanile. Il segretario del PD lo ha detto più volte: servono interventi anche per i disoccupati “anziani”. Parole che vanno messe nero su bianco nella discussione sul Job Act. Gli ultimi dati istat dicono che si è arrivati a quota 3.254.000 disoccupati, pari al 12,7% nel terzo trimestre 2013. Bankitalia prevede che il trend dei senza lavoro continuerà a salire in tutto il 2014 sino a sfondare quota 13% nel 2015. Un disoccupato ogni otto cittadini in età da lavoro. Sono numeri impressionanti che vanno letti con attenzione. La disoccupazione giovanile è certamente un dato drammatico visto che interessa il 41% dei ragazzi inattivi tra i 18 e i 29 anni. E tuttavia se confrontiamo quella fascia di età con il totale complessivo dei senza lavoro si vede che essa rappresenta appena il 17% del totale mentre il grosso delle truppe si attesta nella fascia di età compresa tra i 40 e i 60 con un picco tra i 45 e i 55 anni di età. Significa qualcosa? Certo significa molto. Innanzitutto che serve comunque un grande sforzo per aprire il “mercato” del lavoro ai giovani, poi che in un contesto di crisi come questo la fascia di popolazione più esposta non può essere relegata in interventi marginali. “Troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per tornare a lavorare” è un ritornello angosciante che rimbalza anche sui social network dove crescono i gruppi di disoccupati “over 50”. Chi perde il lavoro a quell’età ha un triplice danno. Il primo è il suo personale, ovviamente, con un orizzonte fosco dove non si vedono vie di uscita e con un mercato del lavoro che di “mercato” ha molto poco, fatto di strozzature, familismi e clientele e la conseguente perdita di reddito e di identità. Il secondo è un danno riflesso proprio nei confronti dei giovani: i figli, i nipoti o i ragazzi che solitamente hanno il sostegno degli adulti vedono venir meno – dal punto di vista economico ma spesso anche psicologico – un dei loro principali punti di riferimento. C’è poi il terzo danno, quello verso i “vecchi”, che sono spesso assistiti direttamente o indirettamente proprio dai figli più o meno cinquantenni che molto spesso suppliscono ad un’assistenza sanitaria sempre più ridotta. Quando la disoccupazione colpisce la fascia più matura il danno sociale si amplifica. Solitamente si tratta di persone con ampia esperienza, qualifiche medio alte, professionisti, tutti tirati giù da una crisi nata altrove ma che continua a scaricare i suoi costi su chi non porta alcuna responsabilità per le dissennatezze criminali di un’alta finanza senza scrupoli in tempi di vacche grasse e di una classe dirigente dimostratasi in gran parte famelica e senza visione strategica.

Che fare? Il governo ha recentemente stanziato duecento milioni per gli incentivi per gli over 50. Poca roba. Si tratta degli sgravi fiscali del 50% per 12 o 18 mesi previsti dal ministro Fornero con una serie di atti, l’ultimo ai primi del 2013. Solo a luglio, tuttavia, l’INPS ha varato le ferraginose circolari attuative per rendere fattibili tali incentivi e solo dopo altri sei mesi sono arrivati un po’ di soldi in più su un fondo già esangue. Della serie fatta la norma, trovato il ritardo (per applicarla). La cosa principale che occorre è la consapevolezza che occorre intervenire, e con urgenza, su questa fascia di disoccupazione che è quella più consistente e il cui costo sociale è più pesante in assoluto. Poi servono strumenti più incisivi, e qui entriamo nella discussione sul Job Act. Se incentivi devono essere allora che siano efficaci e fruibili e non solo di facciata: procedure snelle, certezza dei fondi, campagne di promozione e sensibilizzazione sul problema. Troppo spesso per i datori di lavoro un over 50 è solo merce avariata e anche troppo costosa in rapporto ai giovani, sarebbe utile invece far capire che le figure “mature” possono essere risorse in grado di offrire un valore aggiunto di esperienza e conoscenza. Capitolo a parte – ma strettamente connesso – è il discorso sulla trasparenza del mercato del lavoro, sulla formazione e sulle politiche di reinserimento; ma di questo ne parleremo alla prossima occasione. (da L'Unità del 26/1/14)
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...Ma a Turano.... dopo una serie di lavori di sistemazione del cimitero di Melegnanello, degli spogliatoi del campo sportivo, della pavimentazione interna della scuola materna in via Pecchi, l'Amministrazione Comunale in collaborazione con la Cooperativa Il Girasole ha rivolto l'attenzione ai giovani e ai meno giovani che si trovano in situazioni di difficoltà, mettendo in campo dieci Borse Lavoro che daranno la possibilità di usufruire di un piccolo reddito mensile per un periodo di pochi mesi e di costituire un elemento valido per il curriculum vitae di ciascuno.

Iniziativa mirante soprattutto a togliere i cittadini coinvolti dal senso di abbandono da parte di tutti e quindi di rifiuto, anche per dignità, di chiedere aiuto alle strutture provinciali o regionali alle quali magari già in passato si erano rivolti non avendo nessun riscontro. L'Amministrazione Comunale sta compiendo un atto di coraggio, proprio in questa fase che vede i bilanci bloccati dal patto di stabilità che impedisce di utilizzare le risorse esistenti se gli importi superano quelli degli anni precedenti. A questo scopo proponiamo che in fase di stesura del prossimo bilancio di previsione si tenga presente la priorità del sostegno ai cittadini più disagiati, dato che la crisi può essere anche considerata passata, ma i suoi effetti si trascineranno ancora per parecchio tempo sulla popolazione. A questo scopo indichiamo come primo provvedimento il ridimensionamento del finanziamento da parte dell'Amministrazione Comunale delle iniziative ricreative, folcloristiche, culturali e sportive, che potranno continuare ad essere organizzate, ma impegnandosi a trovare le risorse soprattutto da sponsor privati.
Con l'applicazione della finanziaria del 2010 nei comuni inferiori a 3000 abitanti sono stati ridotti i consiglieri da 12 a 6 e gli assessori da 4 a 2, scelta che aveva già creato qualche problema in molti comuni, tanto che, sembra si vada verso un ripensamento con una variazione che porterà a 10 il numero dei consiglieri, oltre alla possibilità del sindaco di candidarsi per un altro mandato. Cosa che se resa concreta costringerebbe coloro che pensavano di presentare una lista per le prossime elezioni nel nostro comune ad rielaborare liste ben più corpose di quelle che si sono sentite circolare, anche se in maniera non ufficiale. Naturalmente non vi è nulla di negativo, anzi, più sono larghi gli spazi di partecipazione democratica, maggiore è il beneficio per il Paese. E' necessario che coloro che si sono sentiti spesso non rappresentati o che pensano di poter dare un contributo alla vita di questa nostra comunità si facciano avanti e si assumano le responsabilità, così capiranno la differenza tra il dire e il fare, con la sola buona volontà e la critica purtroppo non sempre si riesce a raggiungere i risultati sperati, occorre lavorare con umiltà e costanza, con tanta voglia di ascoltare senza veti preconcetti. E' un impegno duro che richiede tanti sacrifici ma da anche tante soddisfazioni.
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